ARRIVANO I RIMBORSI DELLA TASSA SUI RIFIUTI

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La Tari (tassa sui rifiuti), si paga in base ad una quota fissa ed una variabile: la prima è un valore calcolato in base alle dimensioni dell’abitazione, mentre la seconda cresce in base al numero degli abitanti della casa.

La presenza di pertinenze come la cantina ed il garage non dovrebbe influire sulla quota variabile, a differenza di come è accaduto in più comuni negli scorsi anni. Infatti con due o più pertinenze la Tari risulterebbe gonfiata in maniera esagerata.

Il Governo ha dunque confermato l’errore riguardante la quota variabile del tributo nel calcolo della tassazione anche se non ha ancora fornito dati certi.

I rimborsi quindi probabilmente arriveranno, anche in seguito alla valanga di ricorsi presentati dai contribuenti, vittime del pluriennale errato conteggio pro fisco (fino al doppio!) del tributo.

Nel frattempo i cittadini hanno tempo e modo di verificare se hanno pagato più del dovuto e di chiedere il rimborso al Comune o all’ente erogante, entro 5 anni dall’accertamento dell’errato pagamento mediante una lettera (da inviare per raccomandata o tramite mail certificata) allegando gli avvisi di pagamento contestati. E’ inoltre possibile una compensazione delle cifre del passato con le bollette del 2018.
Le associazioni di consumatori, dal canto loro, promettono battaglia con una raffica di ricorsi futuri causa di conti in rosso in molte amministrazioni locali.

L’ipotesi del Codacons prevede un azione risarcitoria collettiva contro i Comuni che hanno riscosso somme illecite e viene chiesto loro che nel giro di 2 giorni pubblichino le modalità corrette del calcolo del tributo ed eventuali errori.

I Rimborsi, a questo punto, dovranno scattare in automatico senza gravare i contribuenti di un onere aggiuntivo legato al riconteggio.

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