FIDEIUSSIONE PER I RIMBORSI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

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La polizza fideiussoria stipulata per garantire, in favore dell’Amministrazione Finanziaria, la restituzione delle somme da questa indebitamente versate ai contribuenti, in sede di procedura di rimborso anticipato dell’IVA, costituisce un contratto autonomo di garanzia la cui durata è normalmente collegata con i tempi di accertamento dell’imposta.

Pertanto, ove una norma sopravvenuta rispetto alla data di stipulazione del contratto proroghi i termini di accertamento dell’imposta in favore dell’Amministrazione Finanziaria, tale proroga non si riflette anche sulla durata del relativo contratto di garanzia a meno che lo stesso non contenga una diversa previsione.

È questo il principio di diritto sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 7884 del 28.03.2017.

In effetti per i rimborsi IVA superiori a 30.000 euro l’Amministrazione Finanziaria procede all’esecuzione previo rilascio da parte del richiedente di una garanzia prestata per una durata pari a tre anni dall’esecuzione del rimborso, ovvero se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dell’accertamento, sotto forma di cauzione in titoli di stato ovvero di Fidejussione rilasciata da una banca o da un’impresa commerciale (ulteriori modalità sono previste per le PMI).

La finalità della polizza fideiussoria, quindi, è quella di garantire all’Amministrazione Finanziaria l’immediato recupero di eventuali rimborsi che, in occasione di un successivo approfondito esame della relativa richiesta, risultino in tutto o in parte non dovuti, con l’obbligo della società di assicurazione di versare le somme richieste dall’ufficio fiscale, a meno che non vi abbia già provveduto il contribuente. (Cassazione n. 65/2012).

In considerazione della particolare natura di detta polizza, essa si configura come un contratto autonomo di garanzia, che diversamente dal modello della fideiussione è connotato dalla non accessorietà dell’obbligazione di garanzia rispetto a quella principale.

L’autonomia dell’obbligazione del garante fa sì che, qualora al contribuente che abbia ottenuto il rimborso sia successivamente notificato un avviso di rettifica che esclude il relativo diritto ed al garante venga domandata la restituzione delle somme rimborsate, questi non possa rifiutare l’adempimento in base al rilievo che l’imposta venga meno o sia estinta anche per condono, consentendogli tale evento solo di ripetere quanto versato ove l’obbligazione tributaria risulti effettivamente estinta (Cassazione n. 5239/2004).

Nel caso di specie un consorzio per ottenere il rimborso anticipato dell’IVA aveva rilasciato una polizza fideiussoria a favore del Fisco avente scadenza ad inizio del 2007.

Il Fisco però ne aveva chiesto a fine 2007 l’escussione della polizza, sebbene la scadenza contrattuale della polizza fosse ormai decorsa, invocando la proroga biennale degli accertamenti prevista dal condono della L. 289/2002.

In assenza di una specifica previsione contrattuale che colleghi la durata della garanzia ai termini fissati dalla legge per l’accertamento tributario, l’obbligazione del garante non può che rimanere fissata nei termini consensualmente definiti.

In conclusione quindi la proroga normativa dei termini di accertamento non può avere alcun effetto dilatorio della scadenza contrattualmente prevista della polizza fideiussoria, come convenuta tra le parti contraenti.

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